
Il ceppo probiotico Lacticaseibacillus paracasei Shirota (LcS) conferma la sua comprovata capacità di raggiungere vivo l’intestino
Il ceppo probiotico Lacticaseibacillus paracasei Shirota (LcS) conferma la sua comprovata capacità di raggiungere vivo l’intestino.
I risultati del primo studio condotto negli Stati Uniti su popolazione autoctona.
La capacità di un ceppo probiotico di superare la barriera gastrica dipende da moltissimi fattori: la resistenza del microrganismo ai succhi gastrici e ai sali biliari, le dimensioni dell’intestino e la velocità di svuotamento gastrico che può variare secondo il genere, l’etnia, la dieta e l’ambiente circostante.
Per questo motivo, anche se il tasso di sopravvivenza di LcS è già stato documentato in studi clinici condotti in Europa, Cina, Giappone e Regno Unito, è stato realizzato un nuovo studio open-label e single-arm per verificare se il ceppo mostrasse la stessa capacità di raggiungere vivo l’intestino anche nella popolazione statunitense adulta e in buona salute.
Finora, infatti, negli USA mancavano dati specifici.
Pubblicata nell’agosto 2023 sull’International Journal of Food Science and Nutrition, la ricerca ha coinvolto 24 adulti sani (17 donne e 9 uomini) con motilità intestinale regolare. Lo studio si è articolato in tre fasi consecutive, ciascuna della durata di 14 giorni.
Fase 1 (giorni 0-14)
Nei primi quattordici giorni è stato chiesto ai partecipanti di seguire la loro dieta alimentare abituale. Il giorno 14 è stato raccolto un campione di feci per configurare lo stadio iniziale della ricerca.
Fase 2 (giorni 14-28)
Dal giorno 14 al giorno 28 i partecipanti dello studio hanno consumato giornalmente, 30 minuti dopo la colazione, 80 ml di una bevanda a base di latte scremato, fermentato con 8 miliardi del ceppo probiotico Lacticaseibacillus paracasei Shirota. I campioni fecali in questa fase sono stati raccolti nei giorni 21 e 28 per analizzare la presenza di LcS.
Fase 3 (giorno 28-42)
Dal giorno 28 al giorno 42 i partecipanti hanno ripreso la loro dieta abituale ed è stato prelevato un campione fecale nel giorno 42 per analizzare l’eventuale permanenza di LcS nell’intestino delle persone in esame.
Durante lo svolgimento delle tre fasi della ricerca è stato chiesto ai partecipanti di evitare alimenti fermentati e altri probiotici e mantenere invariato l’eventuale consumo di farmaci o integratori.
I livelli fecali di LcS vivo aumentano in modo significativo già dopo 7 giorni di consumo (p < 0.001) e restano elevati fino al giorno 14.
Dopo due settimane dalla sospensione del prodotto, l’87% dei partecipanti è tornato ai valori basali, indicando quindi una colonizzazione temporanea da parte di LcS.
I risultati si allineano alle evidenze già raccolte in altri Paesi, consolidando il ruolo di LcS come probiotico in grado di superare la barriera gastro-intestinale e colonizzare temporaneamente l’intestino.
Bibliografia:
- Chad M. Cook, Hiroshi Makino, Kosuke Kato, Traci Blonquist, Linda Derrig & Hideyuki Shibata (2023) The probiotic Lacticaseibacillus paracasei strain Shirota (LcS) in a fermented milk beverage survives the gastrointestinal tract of generally healthy U.S. Adults, International Journal of Food Sciences and Nutrition, 74:5, 645-653, DOI: 10.1080/09637486.2023.2246693
