
APPROFONDIMENTI
Dalla persuasione all’empowerment: focus sull’obiettivo della comunicazione scientifica
Dalla persuasione all'empowerment: focus sull'obiettivo della comunicazione scientifica
Durante l’8a Yakult Academy on Nutrition Communication abbiamo visto come tra gli ingredienti di una comunicazione scientifica efficace non possano mancare
- il dialogo
- la creazione di un senso di appartenenza e accoglienza
- la trasmissione a chi ci segue di strumenti che gli permettano di scegliere in autonomia
A marzo scorso, un articolo sul Journal of Science Communication è tornato ad approfondire questi punti e ad ampliarli. Ecco i principali key learning che ne possiamo trarre:
- Persuadere non funziona (e spesso peggiora le cose)
Le strategie basate sul “convincere con i fatti” possono generare sfiducia, polarizzazione e persino backfire.
- La resistenza alla scienza non è (quasi mai) ignoranza
Molti scetticismi nascono infatti da valori, esperienze, identità e vissuti, non da mancanza di informazioni. Parlare solo di dati non risponde a queste dimensioni.
- La scienza è intrinsecamente “value‑laden”
Le decisioni scientifiche incorporano valori sociali, etici e politici. Riconoscerlo apertamente aumenta trasparenza e fiducia
- Nuovo obiettivo: empowerment, non persuasione
L’articolo propone di spostare il focus dal “far cambiare idea” al dare alle persone strumenti, agency e opportunità per usare la scienza nelle proprie vite.
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- Ecco le tre dimensioni dell’empowerment scientifico, che funzionano se compresenti nella comunicazione proposta:
- Materiale: accesso a informazioni ben comprensibili
- Psico-sociale: vicinanza “emotiva” alla scienza; senso di appartenenza
- Civica: capacità di partecipare a decisioni e processi che coinvolgono sapere scientifico
- Ecco le tre dimensioni dell’empowerment scientifico, che funzionano se compresenti nella comunicazione proposta:
- Il ruolo della comunicazione sanitaria sui social non è quindi solo informare ma
- creare spazi di dialogo anziché di puro broadcasting
- riconoscere e legittimare preoccupazioni e valori degli utenti
- non mostrare la scienza in maniera dogmatica o oscura, ma – quando ha senso – come processo
- favorire esperienze positive con la scienza (storie, esempi).
- Perché l’empowerment può ridurre la disinformazione
Perché non “arma” gli scettici, ma li rende più capaci di:- riconoscere evidenze solide
- valutare incertezza e limiti
- evitare narrazioni complottiste
- riflettere criticamente sui propri valori
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Rif:
Toomey, A. and Elliott, K. C. (2026). Does science communication have its goals wrong? From persuading science skeptics to promoting scientific empowerment JCOM 25(1), C07.
