
Lacticaseibacillus paracasei Shirota (LcS) e malattia di Parkinson: le evidenze cliniche sui sintomi non motori
LcS nelle malattie metaboliche
Due studi clinici hanno valutato l’impiego di Lacticaseibacillus paracasei Shirota (LcS) nei pazienti con malattia di Parkinson, con particolare attenzione alla costipazione e ad altri sintomi non motori.
La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa caratterizzata non solo da manifestazioni motorie, ma anche da numerosi sintomi non motori, che possono incidere sulla qualità di vita dei pazienti. Tra questi, i disturbi gastrointestinali e, in particolare, la costipazione rappresentano un problema rilevante.
In questo ambito, alcuni studi hanno valutato l’impiego di probiotici nei pazienti con malattia di Parkinson. In particolare, due studi clinici, pubblicati rispettivamente nel 2011 e nel 2023, hanno analizzato gli effetti del ceppo probiotico Lacticaseibacillus paracasei Shirota (LcS), concentrandosi sulla funzionalità intestinale e, nello studio più recente, anche su un più ampio spettro di sintomi non motori.
LcS e costipazione nella malattia di Parkinson: il primo studio clinico
Nel 2011, Cassani e colleghi hanno pubblicato uno studio pilota1 condotto presso il Centro Parkinson e Parkinsonismi – Ospedale CTO / Presidio Pini-CTO di Milano, su 40 pazienti con malattia di Parkinson e costipazione, con l’obiettivo di valutare gli effetti dell’assunzione di un latte fermentato contenente LcS sulla funzionalità intestinale.
Durante una prima settimana i pazienti hanno seguito esclusivamente la terapia dietetica prevista; nelle cinque settimane successive hanno assunto quotidianamente, oltre alla stessa terapia, 65 ml di latte fermentato contenente 6,5 × 10⁹ CFU di LcS.
La funzionalità intestinale è stata monitorata attraverso un diario giornaliero.
Al termine del periodo di intervento, gli autori hanno osservato un aumento significativo dei giorni con feci di consistenza normale e una riduzione significativa dei giorni caratterizzati da gonfiore, dolore addominale e sensazione di evacuazione incompleta. Non è stato invece osservato un incremento significativo della frequenza settimanale delle evacuazioni né una riduzione dei giorni senza evacuazione.
I risultati hanno fornito le prime indicazioni sull’interesse di LcS nella gestione della costipazione associata alla malattia di Parkinson, pur considerando la natura pilota dello studio e la necessità di ulteriori ricerche controllate.
Uno studio randomizzato sui sintomi non motori
Più recentemente, uno studio2 condotto dalla Shanghai Jiao Tong University School of Medicine ha valutato LcS in 128 pazienti con malattia di Parkinson, randomizzati a ricevere per dodici settimane 100 ml di latte scremato fermentato contenente LcS, alla concentrazione di 1 × 10¹⁰ CFU, oppure una bevanda di controllo priva del ceppo probiotico.
Per valutare l’effetto dell’intervento sono stati utilizzati diversi strumenti clinici: la Non-Motor Symptom Scale (NMSS) per i sintomi non motori, le scale HAMD-17 e HAMA per depressione e ansia e il Parkinson’s Disease Questionnaire (PDQ-39) per la qualità di vita. La costipazione è stata valutata attraverso il Wexner score e il Patient Assessment of Constipation Quality of Life (PAC-QoL). Sono stati inoltre raccolti campioni ematici e fecali per analizzare eventuali cambiamenti del microbiota.
Dopo 12 settimane di intervento sono stati rilevati miglioramenti significativi in diversi parametri relativi ai sintomi non motori, alla costipazione, alla qualità di vita e agli aspetti neuropsichiatrici. Le analisi del microbiota non hanno invece evidenziato un aumento della diversità o della stabilità della comunità microbica, ma hanno mostrato un incremento di Lacticaseibacillus.
Lo studio ha inoltre rilevato una diminuzione della L-tirosina fecale nel gruppo che aveva assunto LcS. Gli autori hanno formulato alcune ipotesi per interpretare questa osservazione, che richiedono tuttavia ulteriori approfondimenti e non permettono, allo stato attuale, di stabilire un meccanismo causale.
LcS e malattia di Parkinson: come interpretare le evidenze disponibili?
Nel complesso, i due studi forniscono evidenze cliniche di interesse soprattutto rispetto alla funzionalità intestinale e alla costipazione nei pazienti con malattia di Parkinson. Lo studio del 2023 amplia inoltre l’osservazione ad altri sintomi non motori e alla qualità di vita.
I risultati devono tuttavia essere interpretati con cautela. Gli studi disponibili non dimostrano un effetto di LcS sulla progressione della malattia di Parkinson, né consentono di considerare il probiotico una terapia della patologia. Le evidenze riguardano specifici sintomi e parametri clinici e saranno necessari ulteriori studi per approfondire e confermare questi risultati.
Bibliografia
- Cassani E, Privitera G, Pezzoli G, et al. Use of probiotics for the treatment of constipation in Parkinson’s disease patients. Minerva Gastroenterol Dietol. 2011;57:117-121.
- Yang X, et al. Effect of Lacticaseibacillus paracasei strain Shirota supplementation on clinical responses and gut microbiome in Parkinson’s disease. Food & Function. 2023;14(15):6828-6
