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La Post-Academy – Sara Boussetta

La Post-Academy: incontriamo Sara Boussetta

Biologa nutrizionista e dottoranda in Public Health and Lifestyle presso l’Università di Pavia, partecipante della 5° edizione Yakult Academy.

  1. Cosa ti porti ancora oggi della tua esperienza alla Yakult Academy?

Uno degli insegnamenti che per me è stato determinante riguarda l’importanza di identificare il pubblico a cui ci si intende rivolgere. Una volta individuato il proprio target, infatti, diventa più semplice sviluppare contenuti pertinenti, capaci di rispondere alle esigenze e agli interessi delle persone che si desidera raggiungere.

Un altro aspetto importante è la costruzione di un piano editoriale, uno strumento utile per programmare le pubblicazioni e veicolare il proprio messaggio in maniera chiara, coerente ed efficace.

Gli strumenti che ho conosciuto durante la Yakult Academy sono numerosi: dall’utilizzo di Google Trends per individuare i temi di maggiore tendenza, a Canva per la realizzazione delle grafiche, fino alle applicazioni che ci sono state consigliate per visualizzare in anteprima il feed Instagram.

Le nozioni che ho appreso sono molte e cerco di applicarle quotidianamente, alcune con maggiore frequenza, altre un po’ meno, ma non per questo le ritengo meno utili. Un esempio è proprio il piano editoriale: è sicuramente un aspetto su cui sento di dover ancora lavorare molto, perché richiede tempo e costanza, ma ho già avuto modo, in passato, di mettere in pratica questa metodologia, riscontrandone l’efficacia.

Un altro insegnamento che porto con me e che cerco di applicare ogni giorno, anche su piattaforme professionali come LinkedIn, riguarda il tono di voce utilizzato nella comunicazione. Ho imparato quanto sia importante scegliere un tono che rispecchi la propria personalità, i propri valori e il modo in cui si desidera interagire con gli altri. Credo che trovare la propria voce sia essenziale per costruire una comunicazione autentica, riconoscibile e capace di creare un rapporto di fiducia con il proprio pubblico.

I principi acquisiti durante la Yakult Academy mi hanno permesso di costruire gradualmente una mia identità sui social media. Oggi, sebbene non pubblichi con grande frequenza, il mio profilo presenta contenuti che rispecchiano la mia filosofia professionale e il mio approccio alla nutrizione. Questo mi ha permesso di entrare in contatto con persone interessate a intraprendere un percorso nutrizionale personalizzato che valorizzasse la propria identità culturale, ma anche con associazioni impegnate nella tutela e nella valorizzazione delle diverse culture con le quali sono state attivate numerose collaborazioni.

 

  1. Come è cambiato il tuo percorso professionale dopo la Yakult Academy?

Negli ultimi anni il mio percorso professionale si è evoluto molto, permettendomi di affiancare all’attività di biologa nutrizionista nuove esperienze nell’ambito della ricerca, della formazione e dell’educazione alimentare sul territorio.

In particolare, ho avuto l’opportunità di partecipare a progetti realizzati in contesti multiculturali, con l’obiettivo di promuovere un’alimentazione sana e inclusiva attraverso attività di educazione alimentare o percorsi alimentari individuali. Queste opportunità mi hanno permesso di raggiungere un pubblico sempre più vicino ai miei interessi professionali: persone curiose di conoscere nuove tradizioni culinarie, persone che riconoscono nel cibo della propria cultura un importante valore identitario, ma anche persone che vedono nell’alimentazione un’occasione di incontro e scambio tra culture differenti, capace di favorire il dialogo e contribuire ad abbattere le barriere culturali e i pregiudizi.

L’esperienza alla Yakult Academy mi ha permesso di comprendere l’importanza della comunicazione nella mia attività professionale. Sebbene il percorso formativo fosse incentrato sulla comunicazione digitale, molti degli insegnamenti appresi si sono rivelati utili anche per sviluppare le mie competenze comunicative nel rapporto diretto con il pubblico. Oggi cerco di applicare questi principi nella mia attività clinica, nella ricerca e nelle iniziative di divulgazione ed educazione alimentare, con l’obiettivo di rendere le conoscenze scientifiche sempre più accessibili e vicine alle persone.

 

  1. Se dovessi dare un consiglio a chi parteciperà alle prossime edizioni, quale sarebbe?

Il mio consiglio è di vivere questa esperienza con curiosità, apertura e voglia di mettersi in gioco, senza avere paura di condividere con gli altri partecipanti le proprie idee, esperienze e difficoltà.

Credo che uno degli aspetti più preziosi di un percorso formativo sia proprio la possibilità di confrontarsi con persone che, pur condividendo un ambito professionale, possono avere prospettive e approcci differenti. È attraverso questo scambio che possiamo stimolarci a vicenda, ampliare il nostro punto di vista e arricchire le nostre competenze.

Consiglierei quindi di partecipare attivamente, fare domande e cogliere ogni occasione di confronto, perché spesso sono proprio le riflessioni condivise e le relazioni costruite durante queste esperienze a continuare ad accompagnarci nel nostro percorso professionale.